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Il processo che porta alla realizzazione del nostro carro mascherato è lungo e diviso per fasi.

I lavori cominciano presto. Il carro vecchio lo si comincia a smontare già dopo una ventina di giorni dalla conclusione delle sfilate.

Circa un mese dopo la fine delle sfilate, ci incontriamo per scegliere il soggetto del nuovo carro, per discuterne la fattibilità e mettere su carta il progetto, sia dal punto di vista grafico che contenutistico.

Il bozzetto definitivo viene generalmente realizzato da qualcuno di noi più dotato nel disegno e abile nell'accostamento dei colori. Basandoci sul bozzetto, decidiamo quali sono le parti da costruire "in opera" e quali necessitano dei calchi in gesso. Per queste, la prima cosa da fare è modellare la maschera con la creta.


Una volta modellata, dobbiamo ottenere il calco in gesso, in pratica, il negativo. Prima di colare il gesso, però, è necessario decidere in quante parti dividere la maschera per fare in modo che il calco in gesso, una volta asciutto, si stacchi più facilmente dalla creta.

Sulla creta ancora umida, stendiamo una prima colata che deve essere abbastanza liquida per ricoprire anche i più piccoli particolari poi, continuiamo con altre colate fino a formare uno spessore di qualche centimetro. Per irrobustire ulteriormente il calco, possiamo applicare un ultimo strato di juta bagnata nel gesso.

Dopo qualche ora possiamo staccarlo dalla creta e lasciarlo asciugare perfettamente all'aria. Adesso è possibile cominciare a stampare la cartapesta. Gli ingredienti di cui abbiamo bisogno sono solamente carta di giornale e colla, fatta con acqua e farina di frumento.


Stendiamo un foglio alla volta su un piano di lavoro e con una pennellessa lo cospargiamo di colla; di solito si pongono, uno sull'altro, almeno due o tre fogli.

Per organizzare il lavoro in modo veloce, formiamo delle vere e proprie catene di montaggio. Uno mette la colla sui fogli di carta, poi li passa alla meglio a coloro che si occupano degli stampi, i quali strappano il foglio nelle dimensioni necessarie a seconda delle caratteristiche dello stampo che stanno rivestendo.

Una volta asciutte, le stampate vanno rifinite, adattate e unite insieme per poi essere dipinte. Per unirle usiamo della corda e le cuciamo con dei grossi aghi ricurvi da materassaio; la cucitura viene nascosta con un ulteriore strato di carta.

La pittura viene data quasi interamente a spruzzo, dalle tinte di base alle ultime sfumature. I colori che usiamo sono tempere ad acqua ma, per farli risaltare maggiormente, completiamo l'opera con uno strato di lucido.

Mentre alcuni dei nostri carristi realizzano le stampate, altri si occupano delle intelaiature metalliche fatte di tubi, travi di ferro, snodi, pistoni e motori elettrici.

Per realizzare maschere molto grandi preferiamo seguire il procedimento della costruzione "in opera" che offre il vantaggio di non utilizzare i calchi in gesso, risparmiandoci il tempo della modellatura della creta e della colata. Questo sistema, chiaramente, è utilizzato nel caso in cui la maschera da realizzare sia una sola.

Partendo dai sostegni principali e dai movimenti dell'asse verticale e orizzontale, delineiamo la prima struttura di massima, poi continuiamo con aste di ferro sempre più sottili fino a dar forma e volume anche ai particolari più piccoli.

Il primo strato lo facciamo con della carta da sacco, più resistente; in seguito, aggiungiamo un secondo ed un terzo strato di carta di giornale che permette una finitura più precisa.

Quando lavoriamo "in opera", a volte è necessario stampare delle superfici neutre, rappresentanti il materiale da simulare. Ad esempio, se vogliamo eseguire un grosso drago, realizziamo decine di stampate tutte uguali che imitano la pelle a scaglie, poi le adattiamo e le sistemiamo una di fianco all'altra, ricreando la continuità. Una sapiente verniciatura riuscirà a coprire eventuali imperfezioni

Allora mentre da una parte c'è chi erige strutture con travi ed aste di metallo e pistoni, da un'altra c'è chi realizza le stampate dai calchi in gesso, da un'altra ancora chi assembla le stampate già pronte e c'è anche chi si preoccupa dell'impianto elettrico e della musica.

Questa è grosso modo la visione d'insieme della tipica e tradizionale realizzazione del nostro carro allegorico.